I diversi tipi di lana esistenti e le loro caratteristiche

I diversi tipi di lana esistenti e le loro caratteristiche

La lana è una fibra tessile naturale ottenuta principalmente dal vello di ovini, camelidi o altri animali e nota a tutti fin dall’antichità per le sue proprietà particolarmente indicate per contrastare il freddo; secondo alcune ricostruzioni, infatti, la lavorazione della lana come materiale tessile risalirebbe già alla Preistoria.
Il termine lana, però, comprende una vasta gamma di tipologie di filati, ognuna con specifiche peculiarità. Ecco una breve guida per imparare a conoscere i diversi tipi di lana esistenti e le caratteristiche di questo materiale.

Quali sono le caratteristiche della lana?

Le caratteristiche della lana vengono acquisite soprattutto in fase di lavorazione della materia grezza. Dopo la tosatura, la pulitura e la rimozione del grasso, la fibra cambia innanzitutto colore, che varia dal nero, al marrone al bianco, sia freddo che avorio.

Nel dettaglio, poi, ogni fibra di questo tessuto è lunga tra i 40 e i 350 mm e risulta dotata di una serie di strati, che dall’interno fino all’esterno comprendono cuticola, elasticum o guaina protettiva, cortex (o cortice) suddivisibile ulteriormente in paracortex e ortocortex e canale midollare. La presenza di queste componenti stratificate dona al filato sia la nota tenuta termica che la lucentezza, ma non solo: la lana è infatti anche un materiale notevolmente elastico e morbido, e per questo si distingue da tutte le altre tipologie di tessuto. La lana, inoltre, presenta altre numerose caratteristiche e proprietà che la rendono uno dei filati più impiegati per il confezionamento di indumenti invernali, ma anche maglieria intima e tessuti d'arredo (come tappeti e coperte). La lana infatti:

  • è un ottimo isolante termico: grazie alla sua capacità di inglobare l’aria a contatto con il corpo e impedirne la dispersione, è perfetta per proteggere dal freddo invernale;
  • è igroscopica: assorbe acqua, sudore e umidità in modo ottimale;
  • è traspirante;
  • presenta un punto di infiammabilità alto e tende a non propagare le fiamme;
  • è resistente all’usura, grazie soprattutto alla cheratina che la compone.

La tosatura della lana

La tosatura degli ovini (o degli altri animali) coincide con l’inizio della procedura di lavorazione della lana. Tramite delle cesoie meccaniche o elettriche si inizia a ricavare il vello, operazione che viene eseguita in primavera o in autunno, le due stagioni più indicate, da cui si ricava la cosiddetta lana bistosa (quindi semestrale e a fibra corta). Durante la fase autunnale, in particolare, la lana raggiunge il suo picco di morbidezza e lucentezza. La tosatura può essere effettuata anche annualmente e in questo caso si ottiene la lana masserizia, a fibra lunga. 

Dopo la tosatura, si procede con la pulitura e la sgrassatura, per eliminare le sostanze impure presenti. Nel caso in cui invece il lavaggio sia effettuato in maniera preliminare, quindi prima della tosatura, si parla invece di lana saltata

Infine, la lana ricavata viene consegnata ai lanifici, dove un’ulteriore lavorazione consente di ricavare gomitoli e rocchetti. In base alla lunghezza delle fibre è detta cardata, se corta, o pettinata, se lunga. La tintura è di solito eseguita successivamente, a seconda della tipologia specifica.

Quanti tipi di lana esistono: provenienza, lavorazione e caratteristiche

Chi si chiede quanti tipi di lana esistono e come classificarli deve sapere, innanzitutto, che le differenze dipendono dall’origine, ossia dall’animale da cui si è prelevato il vello, ma anche dalla sua lavorazione; infine, un ulteriore elemento di classificazione è relativo al diametro della fibra, espresso in micron.

Per esempio, la lana vergine - ricavata esclusivamente dalla tosatura senza ulteriori interventi - si ottiene da animali differenti, come la capra d’Angora, il cammello, il dromedario, le pecore merino e altre di razze indigene. Oppure la lana ordinaria, una variante particolarmente grezza e perciò utilizzata per imbottiture di materassi e cuscini, ha un diametro che va dai 24,5 micron fino ai 29 micron. 

Attualmente, dunque, sono disponibili in commercio diversi tipi di lana esistenti. Ecco i principali:

  • Lana d’Angora − Si tratta di un filato sottiledelicato e morbidissimo, ricavato dal pelo del coniglio d’Angora (originario della Turchia) e proprio per questo molto discusso: purtroppo in alcuni allevamenti accade che gli animali vengano sottoposti a pratiche crudeli durante il processo di tosatura, nonostante esistano tecniche totalmente innocue per ricavare il loro vello, come la pettinatura. Impiegata per capi pregiati, ma poco resistente all’usura dei lavaggi, questa fibra viene spesso utilizzata in unione ad altri tessuti come la lana d’Alpaca o la seta proprio per consentire una tenuta più durevole. Grazie alla sua delicatezzamorbidezza e alla capacità di agire come buon isolante termico - che la rendono una delle lane più pregiate in commercio - viene impiegata per maglieria, capispalla, tailleur, sciarpe, guanti e in generale per l’abbigliamento femminile e per l’infanzia. Attenzione, però, a non confondersi con la lana di capra d’Angora, ossia il mohair: la lana di coniglio è segnalata sull’etichetta dalla sigla WA.
  • Lana d’Alpaca: origine e caratteristiche − Proviene dall’omonimo animale, un mammifero originario del Sud America, e risulta particolarmente setosaleggera e pregiata. Inoltre, la fibra in questione risulta più calda e resistente della lana di pecora. Infine, la lana d’Alpaca presenta un odore meno marcato in quanto priva di lanolina. In natura esiste di varie tonalità, dal marrone, al nero, al bianco e al rosso. Questa tipologia di filato viene impiegata nella produzione di sciarpe, guanti, cappelli e maglioni, dal prezzo elevato data la indiscussa qualità.
  • Cashmere − Nota anche come “vello d’oro” e ricavata dal manto di una capra tibetana (Hircus) allevata in Paesi come India, Turchia, Iran, Russia e Mongolia, è una lana molto pregiata che offre un’ottima protezione dal freddo. Prodotta nella varietà bianca e marrone, e dotata anche di morbidezza e lucidità eccezionali, è utilizzata per la realizzazione di capi di alta sartoria. Per approfondire ulteriormente l'argomento, leggete il nostro articolo dedicato: Quali sono le caratteristiche del cashmere?
  • Lana Merino o Merinos − Si tratta di una lana molto pregiata, proveniente da pecore (le pecore Merino, molto diffuse di Australia) piuttosto resistenti e abituate a notevoli escursioni termiche. Per questo, la lana Merino è dotata di particolari caratteristiche: è morbidissima sulla pelle e mantiene la temperatura corporea senza scaldare eccessivamente. Inoltre, ha proprietà traspiranti e anti-umido, dunque consente di far evaporare l’umidità all’esterno. Dal filato sottile e leggero, un tempo veniva impiegata per realizzare capi casual, ma soprattutto grazie a Coco Chanel, che ha iniziato ad adottarla per alcuni suoi abiti, questo tessuto ha fatto il suo ingresso nell’alta moda.
  • Mohair − Ricavata dal pelo della capra d’Angora (originaria della Turchia) e dotata di fibre lunghe e particolarmente elastiche ma anche resistenti, è una tipologia di lana pregiatissima e molto ricercata. Piacevole al tatto, questo filato - anche grazie all’unione con altre tipologie di lana, seta o poliammide - viene utilizzato per realizzare capi d’abbigliamento confortevoli, caldi e poco soggetti a infeltrimento. 
  • Shahtoosh − La parola shahtoosh, presente sia in persiano (calore del re) che in tibetano (fatto dalla natura per il re), fa sempre riferimento al calore e alla regalità di questo pregiatissimo tessuto. Prelevata infatti dal sottopelo dell’Antilope Tibetana - nota anche con il nome Chiru - tale lana risulta finissima e calda. A causa della caccia spietata per il reperimento del vello che lo interessa da lungo tempo, l’animale è però in via d’estinzione e per questo il commercio di questo tessuto è oggi illegale; per confezionare uno scialle possono essere necessarie da tre a cinque antilopi, per questo chi viene trovato in possesso di un prodotto in shahtoosh rischia multe molto salate e gravi conseguenze. Negli ultimi anni le tecnologie in ambito tessile hanno consentito di sviluppare versioni eco-friendly dello shahtoosh, come quelle realizzate da Toosh, ottenute con metodo brevettato e fedeli alla versione originale dell’antico shahtoosh indiano, ma realizzate in puro cashmere extrafine nel pieno rispetto degli animali. Se volete scoprire di più riguardo alla versione ecosostenibile dello Shahtoosh, l'EcoShahtoosh®, leggete l'articolo del blog dedicato: EcoShahtoosh®: la "lana dei re" ecosostenibile e cruelty-free.  
  • Vicuña o Vigogna − Conosciuta anche come fibra degli Dei e ricavata dall’omonimo camelide che vive sulle Ande, si presenta resistentelucentesottile ed incredibilmente morbida al tatto. Il sottovello della vigogna risulta particolarmente fine e cresce lentamente: se una pecora merino produce 3 chili di lana all’anno, la vigogna ne produce 250 grammi. Il risultato è una tipologia di lana pregiatissima e intollerante ai trattamenti chimici: viene infatti lasciata del suo colore naturale, che va dal marrone dorato e rossiccio al bianco.

diversi tipi di lana esistenti

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